Raimondo Coppola
Raimondo Coppola è un artista napoletano nato nel 1997. Dopo aver frequentato il liceo artistico continua la sua formazione all’Accademia di belle arti di Napoli, studiando pittura. Si appassiona al rapporto tra natura e uomo, al confine molto sottile tra naturale e artificiale che caratterizza la nostra realtà. Ad oggi lavora proprio in questo ambito come cultore della materia “Tecniche Extramediali”.
Il suo linguaggio artistico
La sua ricerca si basa sulle relazioni tra Umano e “Non umano”. Sulle dinamiche che vedono interagire l’essere umano e le sue creazioni tecnologiche con la natura e i suoi processi biologici. Cosa è utile, cosa è degno di essere considerato? L’autore si interroga sui processi biologici e scientifici che si nascondono dietro la materia focalizzandosi su ciò che dall’uomo ha monopolizzato, trascurato o classificato come “infestante”.
“Credo che tutto sia vita e si sviluppa indipendentemente dalle nostre azioni, anche quando queste ultime ne determinano i tempi e i modi.”

La natura diventa la protagonista che osserva il mondo che l’essere umano sta modificando, mettendo in luce il confine tra ciò che è parte di lei, naturale, e ciò che è frutto del lavoro umano, artificiale.

Il suo linguaggio artistico si basa sull’utilizzo di linguaggi diversi, tutti accomunati dal collegamento con materiali specifici, che permettono all’autore di generare forme e processi, ogni media utilizzato gli dà la possibilità di sperimentare e manipolare questi materiali, spesso di origine organica e naturale.

Le sue installazioni creano ambienti dove la materia vivente, organica, partecipa attivamente all’opera dialogando con la materia artificiale, tecnologica, come stoffe, acciaio o luci.


Questa nuova realtà in cui la natura e la tecnologia si uniscono, in cui l’intervento umano diventa parte dei processi naturali, crea un nuovo tipo di natura chiamata “Artificio Vivente”.

I suoi lavori vengono realizzati con la volontà ribaltare la visione umana, che vede sempre l’uomo al centro della realtà e di mettere invece al centro della vita la natura in un immaginario biocentrico. Una nuova realtà in cui la tecnologia umana è al servizio della natura e dei suoi processi, ritrovando l’energia profonda che naturalmente unisce uomo e natura.

